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Friday, 18 September 2020 10:51

Waiting for the barbarians, recensione del film con Mark Rylance, Johnny Depp, Robert Pattinson

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Uscirà la settimana prossima al cinema Waiting for the Barbarians, film diretto da Ciro Guerra, tratto dal romanzo di J. M. Coetzee e con protagonisti Mark Rylance, Johnny Depp e Robert Pattinson: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e v i propone qui di seguito la recensione.

Ai confini di un impero senza nome l’avamposto è guidato da anni da un saggio magistrato. L’uomo ha organizzato la comunità in modo da poter convivere con i barbari in un tacito accordo di non belligeranza. L’equilibrio viene rotto dall’arrivo del colonnello Joll, spietato burocrate deciso a non cedere a nessun compromesso. I suoi metodi di interrogatorio sono spietati, inumani, barbari appunto, finendo per cancellare la linea che separa l’avamposto dalla frontiera. Il magistrato, sconvolto da tanta barbarie, decide di partire alla difesa dell’umanità e, complice l’infatuazione per una giovane “barbara”, si ribellerà ai suoi stessi capi.

“Quando abbiamo incominciato a lavorare all’adattamento del romanzo di J. M. Coetzee, pensavo che la vicenda fosse ambientata in un mondo e in un’epoca lontani - racconta il regista - Tuttavia, mentre le riprese del film procedevano, la distanza nel tempo e nello spazio si è ridotta sempre più. Ora che abbiamo concluso, la trama si è trasformata in una storia sulla contemporaneità”.

Non si può dire che manchino le suggestioni all'interno di Waiting for the barbarians, a partire proprio dal cast: sceneggiatura del premio Nobel Coetzee, regia del taletuoso colombiano Ciro Guerra (El abrazo del serpente), fotografia di Chris Menges, e naturalmente attori come Mark Rylance (Il ponte delle spie), Johnny Depp e Robert Pattinson. Una tavola imbandita con il servizio bello di casa, ma purtroppo con poco cibo nel piatto. E neanche di prima qualità. La contrapposizione e l’ambiguità del concetto di barbaro pensata da Coetze, si mescola alla rappresentazione della brutalità umana e a quella di pietà. Senza dimenticare che l’idealistica ribellione del Magistrato (salvo una persona per salvare l’umanità), scolorisce quasi tutto il resto. Troppo, per una storia sempre in attesa di un suo ritmo vitale, come l’avamposto dell’arrivo dei barbari.

 

 

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