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Monday, 20 July 2020 09:45

Rubrica "Raiders of the lost film": Good Bye Lenin (2003) di Wolfgang Becker con Daniel Brühl Featured

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Per la rubrica "Raiders of the lost film" parliamo di Good bye Lenin, film drammatico del 2003 diretto da Wolfgang Becker con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova: ecco qui di seguito il nostro podcast. 

 

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Good bye, Lenin! è una commedia del 2003 diretta da Wolfgang Becker. Berlino Est, estate 1978. I fratellini Alex e Ariane Kerner vivono con la loro mamma Christiane (Katrin Sass) dopo che il padre è scappato all’Ovest con un’altra donna. Un giorno, dopo essere stata interrogata dalla Stasi a proposito della fuga del marito, Christiane cade in depressione e smette improvvisamente di parlare. Viene ricoverata in un ospedale psichiatrico e i bambini affidati a un’altra famiglia.

Otto settimane dopo Christiane si riprende e torna a casa con i suoi figli. Da sempre estranea alla politica, la donna diventa una fervida sostenitrice della Repubblica Democratica Tedesca, dedicandosi all'insegnamento dei valori dello stato socialista nella scuola elementare. Berlino Est, 7 ottobre 1989. Undici anni dopo, Christiane è tra gli invitati a una cerimonia ufficiale organizzata per festeggiare i 40 anni della Repubblica Democratica Tedesca. Lo stesso giorno suo figlio Alex (Daniel Brühl) partecipa a una manifestazione antigovernativa, spinto da un profondo malessere verso il regime socialista. Il corteo viene violentemente represso dalla polizia, che comincia a caricare e ad arrestare Alex e tutti gli altri dimostranti. A quella vista, Christiane viene colpita da un infarto ed entra in coma. Mentre Christiane è in stato d’incoscienza, il mondo assiste alla caduta del muro di Berlino e della Repubblica Democratica Tedesca, con la conseguente unificazione delle due Germanie. Anche la vita di Alex e Ariane cambia. Alex, che lavorava in una cooperativa di riparatori di apparecchi televisivi, diventa un installatore di parabole satellitari e si fidanza con Laura (Chulpan Khamatova), una bella infermiera russa, conosciuta la sera dei tumulti antigovernativi e ora impiegata nell’ospedale dove è ricoverata Christiane. Dopo aver avuto una bambina, Ariane (Maria Simon) ha lasciato l’università per lavorare in un fast food. Qui ha conosciuto Rainer, un collega proveniente dalla Germania Ovest, con il quale convive e dal quale aspetta il suo secondo bambino.

Nel giugno del 1990, dopo otto mesi, Christiane si sveglia dal coma. I dottori avvertono la famiglia che la situazione è ancora molto critica. Qualsiasi eccitazione potrebbe causarle un secondo e fatale attacco di cuore. Alex pensa che non ci sia nulla di più doloroso per sua madre della caduta della Repubblica Democratica Tedesca e del trionfo del capitalismo nella sua amata nazione. E così progetta di portare la mamma nella loro casa e di tenerla isolata nella sua stanza, approfittando del fatto che la donna dovrà restare a riposo al letto per molto tempo. Quindi Alex riporta l’appartamento all’aspetto che aveva prima che Christiane entrasse in coma, procurandosi vecchi giornali, mobili, elettrodomestici e altri cimeli della Germania dell’Est, che nessuno vuole più. Da questo momento Alex si affannerà a rendere la messinscena sempre più realistica e convincente, grazie alla complicità di parenti e amici, nella speranza che la mamma non scopra mai la verità. 

 

Read 280 times Last modified on Wednesday, 22 July 2020 10:57

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