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Thursday, 13 August 2020 11:31

Locarno Film Festival 2020: Stranger than paradise di Jim Jarmusch, recensione

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E' stato proiettato al Locarno Film Festival 2020 il film di Jim Jarmusch, Stranger than paradise con John Lurie, Eszter Balint, Richard Edson: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui i seguito la recensione.

È tutto un prendersi e lasciarsi, ma soprattutto niente è mai come credi che sia nel secondo film di Jim Jarmusch, Stranger than Paradise. Eva arriva dall'Ungheria negli Stati Uniti fuggendo da un mondo ostile (siamo nel 1984) e desiderosa di scoprire il Nuovo Mondo. Ma la New York che la accoglie è brutta, sporca, povera forse più di quel mondo dal quale fugge. Arrivata a casa del cugino Willie, che in America ci vive da un po’, e in attesa di trasferirsi dalla zia a Cleveland, Eva conosce Eddie, amico di Willie, ma i due non la coinvolgono nel loro mondo di espedienti, scommesse e soldi che vanno e vengono. Così, Eva parte e raggiunge la zia. Dopo un anno i due decidono di andarla a trovare e trascorrono con lei qualche giorno. Anche Cleveland è diversa dall'immaginario comune - “è una bella città con un lago grande”, le aveva detto Eddie: freddo polare, vento tagliente e lago (per quel che si può vedere nella tormenta) totalmente ghiacciato. È a questo punto che ai due viene in mente di partire per la Florida (“sole e belle ragazze in bikini”) e portarsi con loro Eva per una vacanza. Ma arrivati in Florida troveranno freddo e grigio e anche le scommesse sulle quali puntavano per fare soldi facili non portano i risultati sperati. I soldi però arrivano, in modo totalmente inaspettato e capitano in mano a Eva che decide di tenersene un bel po per se e partire per l’Europa. Ma anche in questo caso niente è come pensi che sia.

A Locarno Stranger than Paradise vinse il Pardo d’d’oro e ci ritorna quasi quarantanni più tardi un po’ graffiato nella suo bel bianco e nero, ma sempre vivo come allora. Anzi, forse la patina depositata dal tempo sulla pellicola gli ha donato un’aria stropicciata che ben gli si addice. Ed è bello ritrovare un Jarmusch giovane e vivace desideroso di giocare col cinema dei grandi (Godard e Wenders su tutti), senza però dimenticarsi di farci capire immediatamente di che pasta era fatto.

Bello il cast con John Lurie e Richard Edson con le loro facce da brave canaglie degli anni Trenta e Eszter Balint. Ma anche qui il gioco degli inganni inscenato da Jarmusch prende corpo, perché i tre sono attori in questo caso, ma in altri li ritroveremo musicisti e pittori. Vivido.  

Read 241 times Last modified on Thursday, 13 August 2020 11:55

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