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Monday, 06 February 2017 22:07

Billy Lynn, un giorno da eroe, recensione: la battaglia continua dall'Iraq ai riflettori della televisione Featured

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Dopo il kolossal La vita di Pi, Ang Lee torna al cinema con Billy Lynn, un giorno da eroe: un film bello, intelligente e mai retorico. Nel cast anche Vin Diesel e Steve Martin. Ecco la recensione di Cinetvlandia.

Una normale giornata americana, oppure una pagliacciata. E’ sottile il confine che divide le due situazioni e la contraddizione insita nella cosa è una delle tante che spiazza e disarma Billy Lynn, giovane eroe americano, suo malgrado. Billy Lynn ha diciannove anni, fa parte della Bravo Squad, un plotone di soldati di stanza in Iraq, divenuti famosi per le riprese involontarie di una telecamera. Lasciata accidentalmente accesa da un giornalista, infatti, la camera inquadra il gesto altruista di Billy, eleggendolo a eroe nazionale. Cosi, tornati in patria, la squadra di ragazzi viene invitata a presenziare nel Giorno del Ringraziamento ai festeggiamenti organizzati durante una partita di football, finendo per diventare loro stessi parte dello spettacolo organizzato dai media. Tra la promessa di un film sulle sue gesta, la comparsa in un concerto delle Destiny’s Child (il gruppo di Byonce) e l’amore fugace di una cheerleader Billy troverà però il modo per raccontare a stesso e all’America quello che realmente prova. Anche se non tutto potrà essere mai detto.

Billy Lynn, un giorno da eroe è il nuovo film di Ang Lee, un autore a cui piace seguire strade diverse ogni volta. E forse, anche per questo ci sta simpatico. Dai kolossal come La vita di Pi, La tigre e il dragone e Hulk, a film più intimisti come Tempesta di ghiaccio e Brokeback Mountain, Lee ha sempre tentato di narrare l’uomo e le sue contraddizioni; la fragilità umana di fronte alle cose più grandi di noi. E la storia di Billy Lynn sintetizza bene quanto gli uomini siano totalmente inadeguati a affrontare la guerra e le sue conseguenze. Eppure, come la mosca tenace e ottusa continua a sbattere sullo stesso vetro tentando di uscire dalla stanza, così le persone continuano a combattere guerre destinate sempre a essere perse. “Siamo una nazione di bambini, per crescere andiamo altrove. A volte anche a morire”, dice uno dei protagonisti della storia. E l’America di Ang Lee ha la faccia imberbe di un manipolo di adolescenti, la Bravo Squad, destinati a diventare carne da macello: sia sotto i colpi nemici, sia sotto i riflettori di uno stadio.

Billy Lynn, un giorno da eroe è un film intelligente, mai retorico e tecnicamente innovativo - Lee ha utilizzato riprese a 120 frame al secondo, cioè cinque volte superiori la normale frequenza, per ottenere i migliori effetti visivi negli stacchi tra presente, flashback e immaginazione del protagonista. Ma soprattutto è un film importante perché non smette mai di ricordarci quanto il concetto di guerra giusta sia principalmente un ideale. Terribile, ma pur sempre un ideale.

Read 1677 times Last modified on Monday, 06 February 2017 23:49

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