Cinema

Thursday, 12 February 2015 17:57

Due giorni, una notte, recensione: dai fratelli Dardenne un gioiello di umanità

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Due giorni, una notte di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne con Marion Cotillard un raro esempio di cinema che arriva dritto al cuore

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A volte basta poco per realizzare un bel film. O almeno così si crede. Non servono effetti speciali né ambientazioni esotiche, se alla base c'è sensibilità, sentimento e una conoscenza dell'animo umano superiore alla media. Perché se si cercano effetti speciali, niente è più speciale dell'uomo, della sua dignità e del suo coraggio. Ma anche delle sue meschinità, delle paure, delle vigliaccherie di una condizione precaria, vissuta in bilico tra dramma e serenità. I Dardenne sono maestri del genere e anche in quest'ultimo delizioso, struggente e speranzoso Due giorni, una notte riescono a mettere in scena un dramma umano a tutto tondo partendo da un conflitto personale. La storia di Sandra, della sua depressione e della lotta per mantenere il posto di lavoro è sicuramente un piccolo dramma individuale, ma ciò che rappresenta va al di là del personale. È l'eterno conflitto tra sopravvivenza e solidarietà, tra gretti egoismi e slanci di generosità. È la storia stessa dell'uomo che, di fronte a una scelta imposta finisce per fermarsi in un impasse imbarazzante, per la propria coscienza in primo luogo.
Sandra lavora in una piccola fabbrica di pannelli solari. Da qualche tempo è caduta in depressione e al ritorno al lavoro ha scoperto che il titolare ha deciso di licenziarla, un po' per la crisi economica, un po' perché ha scoperto che il lavoro più essere portato avanti anche a ranghi ridotti. L'alternativa al suo licenziamento sarebbe quello di rinunciare al bonus produttivo con il quale il titolare ha deciso di premiare i dipendenti. Una sorta di Gesù o Barabba dei giorni nostri. Sandra vorrebbe arrendersi, ma la sua migliore amica e il marito la convincono a contattare tutti i colleghi e spiegare perché dovrebbero sacrificarsi per lei. Una lista di sedici nomi, sedici storie, sedici umanità diverse con i quali in due giorni e una notte Sandra dovrà confrontarsi.
Tenero, commovente, teso e drammatico il film dei Dardenne riesce a reggere un'ora e mezzo abbondante su una sceneggiatura praticamente inesistente (una sorta di Kill Bill umanistico), attingendo dalle sfumature dei sentimenti e dei rapporti umani che da soli scrivono la sceneggiatura più bella e complessa che si possa immaginare. Il loro è un cinema privo di fronzoli e tutta sostanza (come anche la toccante interpretazione di Marion Cotillard) che arriva dritto a cuore. Lo trova, lo accarezza e lo consola.

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