Cinema

Wednesday, 01 October 2014 10:20

Coraline ai confini della realtà recensione: il romanzo di Neil Gaiman in stop motion diretto da Henry Selick

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Tratto dal romanzo di Neil Gaiman, il regista Henry Selick, lo stesso di Nightmare before Christmas, si toglie l’ingombrante ombra di Tim Burton e dirige uno strepitoso film tutto suo in stop-motion: Coraline ai confini della realtà. 

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Diciamolo subito: Coarline e la porta magica è un film solo ed esclusivamente di Henry Selick. Il regista era già noto al pubblico per aver diretto nel 1993 The Nightmare Before Christmas, ma su di lui e sul suo talento pesava la collaborazione al progetto di Tim Burton. Questa volta invece l’abile marionettista dello stop-motion ha diretto il film tutto da solo. La sua arte visionaria si manifesta nell’adattamento del romanzo di Neil Gaiman, Coraline e la porta magica. Visto l’ottimo risultato, c’è da sperare in una nuova collaborazione tra i due.

Protagonista è l’adolescente Coroline che un giorno scopre una porta segreta nella propria abitazione al di là della quale vi è un mondo speculare alla suo. Tanto simile alla realtà è però incredibilmente più bella e interessante, ma si sa che non tutto ciò che luccica è oro. La visione alternativa si mostra in seguito un luogo molto pericoloso e tetro, abitato da esseri mostruosi e dai finti genitori con bottoni al posto degli occhi. La stessa Coraline rischia di essere privata della vista proprio il giorno del suo compleanno, ma con forte determinazione e con l’aiuto del gatto nero parlante si ribella al volere dei finti genitori e riesce a tornare nella sua vera casa.

Tra i tanti meriti che traspaiono in Coraline e la porta magica, sicuramente un plauso particolare va rivolto alla regia e all'animazione in stop-motion di Henry Selick, che non ricalca lo stile burtoniano. Marionette stilizzate e asciutte popolano la realtà e il mondo alternativo, particolarmente curati in ogni dettaglio scenografico. Da una parte vi è il tangibile realismo del primo mondo, dall’altra si contrappone un cupo e tetro universo che incute timore come in un film horror degli anni’60. Oltre ad essere la pellicola più lunga realizzata a passo uno (100 minuti), ha anche il vanto d’essere la prima opera d’animazione concepita per il 3D. Il risultato visivamente è buono, anche se spiace dirlo, non è però eccelso. Si capisce da subito che il film non è un semplice intrattenimento, è una pellicola con pretese maggiore, ma il senso di profondità e la tanto ricercata terza dimensione non sempre viene fuori. Allo spettatore non interessa certo in questo caso vedere gli oggetti che vengono incontro, ma essere avvolti dallo schermo e dalle immagini e ciò non sempre capita. 

Coraline e la porta magica è certamente un ottimo film d’animazione, probabilmente il migliore del 2008, grazie al talento dei due autori Henry Selick e Neil Gaiman. Da vedere.

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